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1825
Nel "Caffè di Petronio" di Bologna appaiono la canzone Alla sua donna e, anonimo, l'idillio Il sogno, con il titolo di Elegia.
Scrive la Storia di un'anima incompiuta, i due Manifesti e la Notizia per un'edizione di tutte le opere di Cicerone, il Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco.
Traduce i Caratteri morali di Teofrasto, il Manuale di Epitteto, la Favola di Prodico. È invitato, da Stella, a Milano, e vi giunge dopo una permanenza di dieci giorni a Bologna. Visita Monti. Riparte per Bologna. Fra il dicembre di quest'anno e il gennaio successivo esce l'editio princeps dei sei idilli composti fra il '19 e il '21 nella rivista "Il Nuovo Ricoglitore" di Milano.
1826
Traduce per la terza volta la Batracomiomachia.
Pubblica per l'editore Stella un commento alle Rime di Francesco Petrarca redatto nello stesso anno. Sempre a Bologna compone un'Epistola al conte Carlo Pepoli, che viene recitata presso l'Accademia dei Felsinei il 28 marzo. Conosce la contessa Teresa Carniani Malvezzi, di cui si innamora per breve tempo. Pubblica i Versi.
Torna a Recanati.
1827
Scrive il Dialogo di Plotino e di Porfirio, Il Copernico e redige l'Indice dello Zibaldone. Pubblica la Crestomazia italiana dei prosatori e le Operette morali presso lo Stella di Milano.
Torna a Bologna; si trasferisce poi a Firenze, dove, fra gli altri conosce Vieusseux, Capponi, Montani, Tommaseo, Colletta, Alessandro Poerio, Antonio Ranieri e, successivamente, incontra Manzoni.
Parte per Pisa.
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