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1816
Compone il Discorso sopra la vita e le opere di M. Cornelio Frontone, le due odi anacreontiche adespote e l'Inno a Nettuno, l'idillio Le rimembranze. Pubblica le Notizie istoriche e geografiche sulla cittą e chiesa arcivescovile di Damiata e, sulla rivista "Lo Spettatore italiano e straniero" di Stella, la traduzione del primo libro dell'Odissea. Inizia la tragedia Maria Antonietta, rimasta allo stato di abbozzo; traduce le Iscrizioni greche triopee, il Moretum pseudovirgiliano. Scrive il saggio Il salterio ebraico, il discorso Della fama di Orazio presso gli antichi (che apparirą nello "Spettatore"), la Lettera ai compilatori della Biblioteca italiana, La dimenticanza e traduce il Libro secondo dell'Eneide, apparso l'anno successivo da Pirotta, stampatore milanese. Termina l'Appressamento della morte.
1817
Traduce i frammenti delle Antichitą romane di Dionigi di Alicarnasso. Nello "Spettatore" di Stella appaiono: l'Inno a Nettuno, la traduzione della Titanomachia di Esiodo, il saggio Sopra due voci italiane. Scrive i Sonetti in persona di Ser Pecora, Diario d'amore, Letta la vita di Vittorio Alfieri scritta da esso ed un'elegia, che nei Canti si intitolerą Il primo amore, per Gertrude Cassi Lazzari, cugina del padre. Incomincia il manoscritto dello Zibaldone. Entra in rapporti epistolari con Pietro Giordani.
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