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"Sempre caro mi fu' quest'ermo colle..."

Bolla Aurea dell'Imperatore Federico II Colle dell'Infinito Leone rampante del Sansovino - Stemma della Città


Parlare di Recanati è come evocare il grande poeta Giacomo Leopardi che qui nacque nel 1798, e da questa graziosa cittadina delle Marche fu ispirato in molte delle sue liriche. Viene spontaneo pensare alla piazza del "Sabato del Villaggio", su cui si affaccia la casa natale del Poeta; alla Torre del "Passero Solitario" nel chiostro accanto alla Chiesa di S. Agostino, che risale al XIII secolo; al colle de "l'infinito" sul monte Tabor con l'antico orto del monastero delle suore clarisse e il Centro MONDIALE DELLA POESIA E DELLA CULTURA.



Torre del Borgo Panorama da ponente


Oggi la città di Recanati è nota in tutto il mondo grazie anche al suo Poeta ed al relativo Centro Nazionale di Studi Leopardiani, il cui direttore è stato il prof. Franco Foschi (scomparso nell'agosto 2007). Il Centro è nato nel 1937 anno del Centenario della morte di Leopardi, proprio per diffondere l'opera del grande Poeta Europeo. Non dimentichiamo, in ogni modo, un altro grande figlio che ha reso famosa la città: il tenore Beniamino Gigli (Recanati 1890 - Roma 1957) cui l'Amministrazione comunale ha dedicato un Museo (Piazza Leopardi 26 - Tel. 071 75871). Il visitatore amante della cultura troverà in questa cittadina marchigiana tanti altri motivi d'interesse: dalla Biblioteca di 20.000 volumi raccolti dal Conte Monaldo, padre di Giacomo, ai palazzi ed alle Chiese ricche di opere d'arte. Possiamo ricordarne alcune altre: la Chiesa di S.Vito, che risale al Xl secolo, completata su disegno del Vanvitelli, con una tela dei Pomarancio; la Chiesa di S. Agostino (XIII sec.) rifatta su disegno del Bibbiena, con il bel portale in pietra d'Istria su disegno di Giuliano da Maiano, che contiene opere del Pomarancio, Fanelli e Damiani; alla sua destra il Chiostro con l'antica Torre campanaria del Passero Solitario nota per l'omonima poesia; la Cattedrale di S. Flaviano con sarcofagi quattrocenteschi, compreso quello di Papa Gregorio XII; la Chiesa di Santa Maria in Castelnuovo (1139) con la splendida cripta romanica. Non dimentichiamo il Teatro Persiani voluto, come tante altre opere, da Monaldo Leopardi(padre del poeta), che ospitò Mascagni ed il tenore Gigli; il Museo Diocesano nel Vecchio Episcopio con le suggestive carceri pontificie, che contiene numerose pitture, sculture ed arredi sacri.



Piazza G.Leopardi Torre del Passero Solitario Monumento a G.Leopardi


Il Palazzo Comunale (Comune: centralino Tel. 071-75871) in Piazza G. Leopardi, con la ghibellina "Torre del Borgo" che risale al XII secolo, ospita una grandiosa Aula Magna, decorata dall'architetto Kock ed il Museo dedicato a Gigli con bellissimi abiti da scena e tanti ricordi della lunga carriera. Un discorso a parte merita il complesso di Villa Colloredo-Mels, un'antichissima dimora immersa in un gran parco, che contiene il Museo Civico

(Tel. 071- 7570410) ed un polivalente Centro di Educazione Ambientale (Tel. 071 757320).

Il Museo ospita, tra gli altri autori, Lorenzo Lotto con la famosissima Annunciazione, il San Giacomo, il Polittico e la Trasfigurazione, che rappresentano alcune tra le opere più importanti della pittura italiana. Oggi la città marchigiana è un centro moderno e vivace ricco dì richiami, come già in parte descritto, e di manifestazioni che si svolgono tutto l'anno:

"Recanati Antiquaria", primo sabato e domenica di ogni mese, un importante mostra-mercato d'antiquariato e collezionismo; il "Premio Città di Recanati", poesia e musica con la presenza dei massimi esponenti; le "Celebrazioni Leopardiane" con recital di poesie e congressi; le "Commemorazioni Gigliane" in collaborazione con l'Associazione B.Gigli di Recanati e gli Amici del Bel Canto di Vienna.



Museo e Pinacoteca comunale
La sede del Museo è Villa Colloredo-Mels, antica residenza del ramo marchigiano dell'omonimo casato friulano. Di impianto medievale, l'edificio assunse la fisionomia di Palazzo verso la fine del 500, diventando oggetto di continue trasformazioni nei secoli seguenti fino ad ottenere l'aspetto attuale in età neoclassica. L'inaugurazione è avvenuta nell'estate 1998 dopo il trasferimento della Pinacoteca dal Palazzo Comunale. È articolato in cinque sezioni: la sezione archeologica, che permette di conoscere l'organizzazione di una comunità neolitica con varie sovrapposizioni fino all'età del ferro; la sezione medievale che documenta la vita della città nel periodo di massimo splendore e comprende, tra l'altro, opere di Ludovico da Siena (not. 1395), Pietro di Domenico da Montepulciano (att. sec. XV) e Vincenzo Pagani (1490-1568); la sezione rinascimentale che raggruppa quattro tra le più significative opere di Lorenzo Lotto (1480 -1556): l'Annunciazione, il Polittico, la trasfigurazione, il San Giacomo Maggiore, la sezione dedicata al Seicento e Settecento; la sezione ottocentesca che illustra il contesto storico-economico e sociale in cui è maturata l'esperienza di Giacomo Leopardi.

Il Museo comprende inoltre la Galleria d'Arte moderna e contemporanea in fase di riordino, con sale dedicate ad artisti recanatesi o legati culturalmente alla città. Tra questi Giacomo Braccialarghe, Biagio Biagetti, Lorenzo Gigli, Rodolfo Ceccaroni e numerosi altri.



Predicazione di S.Domenico in piazza a Recanati opera di Lorenzo Lotto (sec XVI)


Museo B.Gigli
Il Palazzo Comunale, che al terzo piano ospita il Museo Gigli accanto a spazi adibiti ad esposizioni temporanee, è stato realizzato in stile neoclassico su progetto di Pietro Collina e modificato dagli interventi dell'architetto Gaetano Koch (1849-19 10) che permisero le realizzazioni dello scalone di rappresentanza e dell'Aula Magna, venne interamente restaurato in occasione del Primo Centenario Leopardiano le cui celebrazioni furono inaugurate nel 1898 da Giosuè Carducci. Il Museo dedicato a Beniamino Gigli (1890-1957) venne inaugurato nel 1961 quando gli eredi donarono al Comune cimeli, ricordi, costumi, oggetti di scena, decorazioni , diplomi, fotografie e ritratti del famoso tenore recanatese. Nelle sale si conservano anche articoli e recensioni apparsi sui quotidiani di tutto il mondo che documentano i grandi successi ottenuti dal cantante. In fondo all'ultima sala èstato costruito il camerino dell'artista.

Il museo dotato inoltre della discoteca personale del tenore la cui voce suggestiva accompagna il visitatore per tutto il percorso.


Museo Gigli Beniamino Gigli


Il museo Diocesano
Il Museo è ospitato nei locali del vecchio Episcopio, antica costruzione risalente al 1240, che, dopo varie ristrutturazioni e destinazioni d'uso, venne restaurato nel 1957 per accogliere la raccolta diocesana d'arte sacra. All'edificio sono tuttora annesse le carceri pontificie che comprendono una stanza di guardia, una grande sala e due celle di rigore. Il Museo è articolato in due grandi ambienti cui si accede attraverso un'artistica porta a pannelli intarsiati del recanatese Vitaliano Benedettucci (1957). Le raccolte di quadri, statue, suppellettili ed arredi sacri che costituiscono l'artistico patrimonio del museo, provengono dalle Chiese e sacrestie della Diocesi ed in particolare dalla Cattedrale. Tra le varie opere, si segnalano di particolare interesse una Sacra Famiglia, attribuita ad Andrea Mantegna (1431-1506), un tabernacolo in legno dorato e dipinto del XV secolo, una Madonna del Cardellino datata e firmata Giacomo da Recanati (1443), un trittico raffigurante una Madonna e Santi di Ludovico Urbani da San Severino (1460-1493), una Santa Lucia attribuita a Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666), una Virgo Purissima di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1605-1685) ed alcune statue lignee raffiguranti San Pietro, Santa Lucia e Santa Apollonia del XVII secolo.



Il Centro Nazionale di Studi Leopardiani
Il Centro Nazionale di Studi Leopardiani è nato nel 1937 con la finalità di diffondere l'opera di Giacomo Leopardi in Italia e nel mondo. Oltre ad una biblioteca è costituito da un Museo articolato in tre sezioni fondamentali: una prima comprende un excursus bio-bibliografico sul Poeta che presenta documentari relativi alla sua città, alla famiglia, alla vita e all'ambiente in cui visse. Una seconda sezione raccoglie alcune delle opere pittoriche e grafiche di proprietà del Centro ispirate al Poeta. Una terza sezione ospita mezzi audiovisivi per una presentazione del Leopardi più originale e gradita ai giovani. La caratteristica principale del Museo è quella di offrire una visione del Poeta immersa nell'ambiente culturale del suo tempo. La Biblioteca si compone di circa 15.000 scritti tra libri, recensioni, riviste e miscellanee che costituiscono una raccolta critica esclusiva sulla produzione leopardiana che inizia con le prime edizioni a stampa del Poeta.

Ultimamente sono stati aggiunti una saletta audiovisivi ed un archivio fotografico con circa 3.000 riproduzioni fra fotografie a colori, in bianco e nero e diapositive.

Così composto il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, si configura come un istituto culturale che promuove e favorisce gli studi e le ricerche intorno alla vita e alle opere di Giacomo Leopardi (1798-1837). Di particolare interesse un Ritratto del pittore eseguito post-mortem da Domenico Morelli nel 1845.



Centro Mondiale della Poesia e della Cultura G.Leopardi
Nell'adiacente Convento di Santo Stefano, sul Colle dell'Infinito, ha ora sede il Centro mondiale della Poesia e della Cultura la più grande realizzazione del bicentenario dedicata a G.Leopardi, affinchè i giovani e gli studiosi di tutto il mondo possano trovare accoglienza ed ospitalità.

In questo luogo e sorta la biblioteca della poesia e si svolgono incontri di studio e di ricerca aperti a tutte le culture del mondo.



Centro Mondiale della Poesia - Area Logo del Centro Mond. della Poesia G. Leopardi


Palazzo Leopardi
La Biblioteca - Museo è ospitata al primo piano del Palazzo Leopardi, edificio abitato dalla famiglia, che tuttora vi risiede, fino dal XIII secolo. Venne ristrutturato nelle forme attuali dall'architetto Carlo Orazio Leopardi verso la metà del XVIII secolo.

Si deve a Monaldo, il padre di Giacomo, la costituzione della preziosa biblioteca di famiglia da lui dedicata "filiis, amicis, civibus" tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.

In biblioteca sono conservati circa 20.000 volumi consultabili da parte di studiosi, previa autorizzazione della famiglia. Il percorso museale conduce il visitatore in alcune sale del palazzo arredate con mobili d'epoca e decorate con delicati stucchi e tempere ai soffitti. Nello studio del Conte Monaldo è conservato il tavolo - scrivania del poeta, accanto alla finestra che guarda la piccola piazza ed i tetti di Recanati.



Palazzo Leopardi


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