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Home - PARCO LETTERARIO |
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Il Parco Letterario "Giacomo Leopardi"
di Franco Foschi
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Il parco
letterario è forse il più antico esempio concreto di uno
straordinario e naturale legame tra la poesia e i luoghi, i paesaggi,
la cultura e la gente.
Recanati è rinata, da almeno cento anni, in nome del Suo Poeta.
Da quando la casa comunale fu costruita e una piazza, nel cuore del
"borgo", per onorare Giacomo.
Fu poi il Patrizi a identificare i luoghi fisici delle rimembranze
leopardiane e del "caro immaginar". Ma si giunse così anche a
comprendere quanto sia importante non fermarsi a una realtà
fatta di paesaggi e di costruzioni da vedere solo con gli occhi del
corpo. Il Poeta ci ha guidato a scoprire con gli occhi dell'anima e di
quella che egli chiama "la doppia visione" ciò che vive al di
là delle apparenze, dello spazio e del tempo. Questo ci sembra
ora il vero senso del parco leopardiano che è realtà
sotto ai nostri occhi, da riscoprire giorno per giorno e da far
conoscere ai giovani, oltre ogni confine.
A costruire questo progetto il Centro Nazionale di Studi Leopardiani ha
lavorato da almeno un decennio e dal 1995 con Stanislao Nievo e la sua
Fondazione che autonomamente aveva presentato le sue idee alla
Provincia di Macerata (ringrazio l'allora Presidente Sileoni) e al
Soroptimist.
Abbiamo constatato la coincidenza delle idee e degli obiettivi e
finalmente torniamo ad incontrarci per una nuova fase di lavoro comune.
E soprattutto perché i cittadini, gli studiosi e i visitatori
contribuiscano sempre di più a valorizzare e conoscere il
significato reale di questa "Città della poesia" ormai nota a
tutto il mondo che vuole riflettere sul significato della vita umana e
cerca al di là della siepe il senso dell'infinito.
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I parchi Letterari
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I Parchi
Letterari sono aree di territorio, fisicamente non delimitate in modo
preciso, nelle quali è possibile compiere veri e propri
itinerari culturali attraverso i luoghi celebrati dai nostri più
grandi autori, romanzieri e poeti, seguendo gli scenari e le
suggestioni da cui questi trassero ispirazione.
I Parchi Letterari sono allo stesso tempo uno spazio fisico e mentale:
al territorio come oggi si presenta ai nostri occhi, spesso molto
più urbanizzato ed antropizzato di quello rintracciabile nelle
pagine letterarie, si sovrappone infatti uno spazio emozionale analogo
a quello in cui si trovarono Dante e Petrarca, Boccaccio, Ariosto,
D'Annunzio o Grazia Deledda quando scrissero le loro opere.
Quello dei Parchi Letterari è un progetto costituito di due componenti, Cultura e Turismo:
al visitatore vengono proposte attività ricreative che
risveglino la sua fantasia e il suo desiderio di conoscere il
territorio "letterario" da un punto di vista inconsueto, avvicinandosi
alle esperienze visive degli autori che di quella realtà
geografica hanno lasciato testimonianza.
I Parchi Letterari rivolgono idealmente le loro proposte ad un pubblico
di lettori viaggiatori, a cui far conoscere il territorio attraverso
una lettura differente, interdisciplinare, attenta all'ambiente, alla
storia, alla geografia, alle tradizioni e alla cultura dimenticata o
sconosciuta di luoghi animati dal filo conduttore della fonte
letteraria.
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Il parco letterario "Giacomo Leopardi"
Il percorso
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| L'esedra |
L'emiciclio verde di fronte ai monti azzurri è l'inizio del Parco Letterario "Giacomo Leopardi".
Il viale interrotto da scalinate conduce nel cuore dei luoghi leopardiani, tra il verde e squarci di cielo.
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Il Sacello |
E' una ricomposizione simbolica di elementi architettonici e significati letterari
che nella sua concezione aperta diviene urna non del corpo, ma della memoria del Poeta.
Tre sono i principali elementi di cui si compone il sacello: il
cemento, l'acqua e le pietre, che acquistano, inseriti in questo
contesto, significati simbolici.
Le pietre di cui si compone il sacello provengono dalla originaria
tomba di Giacomo Leopardi situata nel pronato della Chiesa di San
Vitale in Fuorigrotta a Napoli.
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Il Colle dell'Infinito |
E'
la sommità del Monte Tabor da cui si domina un panorama
vastissimo, ispiratore dell'omonima poesia composta da Leopardi a
ventuno anni. Una stradina segue il muro di cinta ed è
percorribile uscendo da Palazzo Leopardi e dal Centro Nazionale di
Studi Leopardiani. Sul colle c'è un convento, un tempo sotto la
regola di San Francesco e Santa Chiara e poi delle monache del Sacro
Cuore. Attualmente è aperto al pubblico come sede del Centro
Mondiale della Poesia e della Cultura "G. Leopardi".
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Torre del Borgo |
Alta
36 metri e coronata da merlatura ghibellina, fu costruita nella seconda
metà del secolo XII come simbolo della fusione in un unico
Comune degli antichi Castelli. Rimase isolata dopo la demolizione del
quattrocentesco Palazzo Comunale nel 1872. L'attuale merlatura
ghibellina su beccatelli a sporgere appartiene ad un posteriore
rifacimento. Sulla torre: targa dei caduti di Guido Cirilli (1923);
bassorilievo bronzeo rappresentante la Traslazione della Santa Casa di
Loreto di Pierpaolo Iacometti (1634); orologio il cui quadrante risale
al 1562; leone rampante raffigurato nello stemma cittadino, scultura
del Sansovino.
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| Torre del Passero Solitario |
Questa
torre (sec XIII) che terminava in cuspide a tronco di cono, decapitata
da un fulmine alla fine dell'800 e resa celebre dalla poesia
leopardiana Il passero solitario, è ubicata nel Chiostro
della Chiesa di S. Agostino. La chiesa costruita nel secolo XII in
stile gotico e poi rifatta un secolo dopo, conserva un bel portale in
pietra d'Istria, eseguito da Giovanni di Fiandra su disegno di Giuliano
da Majano. L'inferno, rifatto sul disegno del Bibbiena, conserva delle
tele del Bellini.
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Centro Mondiale della Poesia e della Cultura |
Sorge
sull'antico Monastero di Santo Stefano situato sulla sommità del
Colle dell'Infinito; con un Breve pontificio del 1502, fu dato il
permesso alle monache del Terz'ordine di San Francesco, giunte a
Recanati nel 1432, di costruire il Monastero. La
chiesa fu rifatta nel 1691 e l'intera costruzione fu rimaneggiata nel
1852, quando vennero da Bergamo le Figlie del S. Cuore della B. Teresa
Verzeri.
Oggi, il Monastero è sede del Centro Mondiale della Poesia e
della Cultura "G. Leopardi", con Biblioteca, Auditorium e Foresteria,
Mario Luzi presiede il Comitato Scientifico.
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Scalinata di Nerina |
O
Nerina! E di te forse non odo questi luoghi parlar? caduta forse dal
mio pensier sei tu? Dove sei gita. che qui sola di te la ricordanza
trovo, dolcezza mia? Più non ti vede questa Terra natel: quella
finestra, ond'eri usata favellarmi ed onde mesto riluce delle stelle il
raggio, è deserta.[...]
[...]Ogni giorno sereno, ogni fiorita piaggia ch'io miro, ognigoder
ch'io sento, dico: Nerina or più non gode; i campi, l'aria non
mira. Ahi tu passasti eterno sospiro mio; passasti e fia compagna
d'ogni mio vago immaginar.[...]
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Palazzo Antici-Mattei |
L'edificio risale al XVI secolo, ha linee semplici ed eleganti e
iscrizioni in latino sulle architravi delle finestre che richiamano il
lustro della famiglia, un tempo "Antiqua" e poi "Antica", Casa nativa
della marchesa Adelaide Antici, madre del poeta. Da questa casa
uscirono illustri uomini di armi, di lettere e di fede come Rinaldo
capitano dei
crociati, i cardinali Tommaso e Ruggero e marchesa Giulio al cui nome
è legata l'amministrazione della città di Recanati per
circa 25 anni. Il cardinale Tommaso Antici di fronte all'ingresso del
palazzo fece costruire una scuderia ornata di un tipico prospetto con
alcune statue e busti di epoca romana provenienti dal Circo Flaminio di
Roma. Nella galleria del palazzo si sposarono Monaldo e Adelaide.
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Chiesa e Convento dei Frati Cappuccini |
Nel 1616 furono costruiti il convento e la chiesa, dedicata alla
Madonna di Loreto. I frati cappuccini hanno sempre avuto rapporti con
la vicina Famiglia Leopardi: tre cappuccini appartenevano alla nobile
casata, appartiene alla Famiglia Leopardi la prima cappella laterale
destra, all'interno della Chiesa, dove fu esposto il quadro della
Madonna Consolatrice degli afflitti, protettrice dei Conti Leopardi. Si
celebra la festa della Madonna, fin dal 1737, la seconda domenica di
novembre: Giacomo Leopardi menziona questa festa in una lettera scritta
alla sorella Paolina il 23 novembre 1823, durante il suo soggiorno a
Bologna dicendo: "Avrete già fatto la festa della Madonna e io
non mi ci sono trovato. Ti assicuro che ci pensai e mi dispiacque.
Pazienza. Addio, addio".
Il Poeta solleva, insieme ai suoi fratelli, giocare a tombola o a bocce
o ad altro nell'orto del convento; egli stesso in una sua scherzosa
lettera si firmò "Fra Jacopo di Montemorello" alludendo
sicuramente al Convento dei cappuccini.
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Palazzo Leopardi |
Casa natale del Poeta è tuttora abitata dai discendenti della
sua famiglia. L'elegante edificio, che riunisce due antichi palazzi, fu
eseguito su disegno del canonico conte Orazio Leopardi (1714-1799). Al
primo piano vi è la Biblioteca-Museo di quattro sale dove sono
conservati 25.000 volumi consultabili da parte di studiosi, previa
autorizzazione della famiglia.
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Si deve a Monaldo Leopardi, il padre di Giacomo la costituzione della
preziosa biblioteca da lui dedicata "filiis, amicis, civibus" tra la
fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.
Il percorso museale conduce il visitatore in alcune sale del palazzo
arredate con mobili d'epoca e decorate con delicati stucchi e tempere
ai soffitti.
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Piazzuola del Sabato del Villaggio |
La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il
crine [...]
[...]I fanciulli gridando
Sulla piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore [...]
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Centro Nazionale di Studi Leopardiani |
Sorto
nel 1937 con la finalità di diffondere l'opera di Giacomo
Leopardi in Italia e nel mondo attraverso l'organizzazione di convegni,
seminari, giornate di studio, presentazione di libri, incontri con
l'autore. Contiene una Biblioteca e un Museo: la Biblioteca si compone
di circa 15.000 scritti tra libri, recensioni, riviste e miscellanee
che costituiscono una raccolta critica esclusiva sulla produzione
leopardiana che inizia con le prime edizioni a stampa del Poeta. Il
museo è articolato in tre sezioni fondamentali; una prima
comprende un excursus bio-bibliografico sul Poeta che presenta
documentari relativi alla sua città, alla famiglia, alla vita e
all'ambiente in cui visse. Una seconda sezione raccoglie alcune opere
pittoriche e grafiche di proprietà del Centro ispirate al Poeta.
Di particolare interesse un ritratto del poeta eseguito post mortem da
Domenico Morelli nel 1845.
Una
terza sezione ospita mezzi audiovisivi per una presentazione del
Leopardi più originale e egradita ai giovani. La caratteristica
principale del Museo è quella di offrire una visione del Poeta
immersa nell'ambiente culturale del suo tempo.
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