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Data e ora di inserimento: (13-07-2017, 12:42:37)

Clicca per visualizzare le immagini associateLa casa di “Silvia” apre al pubblico il 16 luglio 2017.

Il restauro di quelle che erano un tempo le scuderie e l’abitazione del cocchiere della nobile famiglia nelle cui umili stanze ha abitato e trovato la morte Teresa Fattorini, la “Silvia” della famosa lirica di Giacomo Leopardi. Il conte Vanni Leopardi ha fatto da padrone di casa accompagnando gli ospiti nelle vecchie cantine dove si è svolta la cerimonia di presentazione del restauro illustrato dall’ingegnere Stefano Donati che, insieme ai suoi collaboratori e agli operai, hanno cercato di compenetrare – ha detto - l’animo di questo immobile per capirne sino in fondo la sua bellezza e come intervenire. Ha chiuso l’intervento tirando fuori dalla tasca della giacca una lettera recapitata proprio il giorno prima alle poste di Recanati da Amburgo, spedita da un cittadino tedesco e indirizzata a Teresa Fattorini in omaggio all’emozione che ha vissuto facendo visita a Recanati. Saluti da parte del sindaco Francesco Fiordomo, del sottosegretario al Ministero ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni e di Alessandra Stipa Alesiani del Fai regionale. La conclusione è stata affidata a Fabiana Cacciapuoti che ha parlato di Silvia e della famoso lirica leopardiana tanto amata dai giovani. A seguire, prima del taglio del nastro e della visita della casa restaurata un concerto del pianista Lorenzo Di Bella.

In occasione dell’anniversario della nascita di Giacomo Leopardi, i suoi discendenti annunciano la conclusione del restauro delle scuderie e l’apertura al pubblico della casa dove visse Teresa Fattorini, la “Silvia” del celebre canto.

Un significativo obiettivo raggiunto dalla famiglia Leopardi che, lo scorso autunno, in un periodo di particolare difficoltà per la regione dovuto al sisma, aveva avviato la ristrutturazione dello stabile fatto costruire da Monaldo nel 1796.
«Il restauro di uno degli edifici maggiormente legati alla poetica leopardiana e all’emotività di Giacomo, in un momento di tale fragilità per le Marche – ha dichiarato Olimpia Leopardi – è la nostra scommessa sul potere della cultura come motore per la ripresa del territorio. Abbiamo voluto dare un segnale di rinascita perché crediamo che la cultura non debba rimanere sotto le macerie. Lo abbiamo fatto con le nostre forze, ma anche grazie al prezioso contributo di tutti gli amici che hanno deciso di credere in questo progetto.»
Il restauro delle scuderie, oltre alla messa in sicurezza dell’edificio e al ripristino del colore originale dei prospetti, ha permesso di recuperare ambienti che amplieranno i percorsi di visita di Casa Leopardicon nuove sale espositive e l’abitazione dove, al tempo del Poeta, viveva Teresa Fattorini, la “tessitora” cantata da Giacomo col nome di “Silvia”.
Un progetto di recupero e valorizzazione importante, fortemente voluto dalla famiglia Leopardi: «Non ci siamo fatti abbattere dalla paura del terremoto né dal conseguente calo del turismo. – afferma il conte Vanni - Occorre andare avanti e superare al più presto questo momento di depressione per far ripartire le Marche. Ed è guardando al futuro che si ricomincia, con volontà e tenacia.»
A scommettere con i conti Leopardi, sono stati in molti, tanto che per il restauro delle stanze di “Silvia”, tecnici e operai hanno prestato generosamente la loro opera. Il nuovo percorso, mai aperto al pubblico prima d’ora, per due mesi sarà visitabilegratuitamente (in abbinamento alla visita a Biblioteca e Mostra) per decisione della famiglia e grazie al volontariato deidipendenti di Casa Leopardi che con nobile slancio si sono resi disponibili a garantirne l’apertura.
La “Casa di Silvia”, inoltre, sarà uno dei punti di raccolta fondi per il progetto FAI di ricostruzione dell’Oratorio della Madonna del Sole, un capolavoro del XVI secolo sito a Capodacqua, frazione di Arquata del Tronto (AP), gravemente danneggiato dal terremoto del 24 agosto 2016. «Con il FAI condividiamo l’idea che la dignità e la forza morale di una comunità passano anche attraverso la sua cultura e la sua storia, – continua Olimpia Leopardi – e siamo felici di aver preso parte a questo progetto tenendo fede a quel sentimento di solidarietà nel quale Giacomo intravvedeva la grandezza degli esseri umani. Siamo certi che i nostri visitatori e tutti coloro che, come noi, credono nel potere della cultura per la crescita del proprio paese, daranno il loro contributo per il recupero dell’Oratorio e per dare un futuro a un pezzo di storia che appartiene a tutti gli italiani.»
Un segnale incoraggiante quello dei Leopardi che il 15 Luglio 2017 festeggeranno la fine dei lavori e già dal 16 apriranno alle visite l’abitazione di Silvia*. Per la prima volta nella storia di Casa Leopardi, i visitatori potranno sperimentare una prospettiva insolita e del tutto inedita: non più “Silvia” con gli occhi di Giacomo, ma Giacomo con gli occhi di “Silvia”.
*A causa della limitata capienza degli ambienti, l’ingresso sarà consentito a piccoli gruppi di massimo 8 persone alla volta. Per questo, purtroppo, in caso di elevata affluenza, non possiamo garantire la certezza dell’accesso.

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