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Data e ora di inserimento: (16-07-2010, 10:05:05)



LA CONFERENZA STAMPA NELLA SALA “FRANCO FOSCHI”

La mattina del 29 giugno il Presidente del CNSL, Fabio Corvatta, ha indetto una conferenza stampa nella Sala “Franco Foschi” del Centro Studi, per presentare ai giornali, alle radio e alle TV locali due pubblicazioni appena uscite: la «RISL – Rivista internazionale di studi leopardiani» che, fondata dal prof. Speciale di Zurigo nel 1999, dal numero 6 (2010) è divenuta organo ufficiale del CNSL, con un comitato internazionale che comprende tutti i membri del nostro Comitato scientifico, in gran parte presenti alla conferenza stampa, insieme ad ospiti di Università europee, tra cui la prof. Tatiana Crivelli dell’Università di Zurigo e la prof. Smaranda Bratu Elian dell’Università di Bucarest; gli Atti del XII Convegno internazionale di studi leopardiani (La prospettiva antropologica nel pensiero e nella poesia di Giacomo Leopardi, Recanati, 23-26 settembre 2008), ora in un volume di 655 pagine (precedute da 18 a numerazione romana), curato da Chiara Gaiardoni con prefazione di Fabio Corvatta e pubblicato dall’editore Olschki di Firenze.
In apertura Corvatta ha inquadrato le due opere nell’attività che il CNSL ha svolto negli ultimi anni, con crescente impegno, su piano europeo ed extraeuropeo. Il prof. Emilio Speciale ha raccontato come è avvenuto l’accordo per la rivista, quando incontrò Corvatta, allora Sindaco di Recanati, e Lucio Felici, presidente del Comitato scientifico, al Convegno della Deutsche Leopardi-Gesellschaft svoltosi all’Università di Zurigo il 31 ottobre e il 1° novembre 2008. Quell’incontro pose le basi per utili collaborazioni, fra cui, appunto, quella riguardante la «RISL», unica rivista esclusivamente dedicata a Leopardi e che meritava di essere rilanciata e valorizzata, in analogia con quelle riservate a Dante, a Petrarca, a Boccaccio e a tanti altri autori della letteratura italiana. Speciale ha sottolineato i criteri di assoluto rigore e di rara imparzialità con cui vengono accettati i contributi: in forma anonima essi vengono dati in lettura ad almeno due specialisti del Comitato scientifico, che restano anch’essi anonimi.
Il fascicolo del 2010 contiene 8 saggi: le tre relazioni inedite che Gilberto Lonardi, Vincenzo Consolo e Jean-Charles Vegliante hanno tenuto, rispettivamente, per le celebrazioni leopardiane del 2007, 2008. 2009; i contributi di Giuseppe Sandrini (Il sogno di Alceta: dagli errori degli antichi al fantastico moderno), Alessandra Aloisi (Fisica e metafisica della noia nelle «Operette Morali» di Leopardi), Valerio Camarotto («La gemma perduta». Le traduzioni omeriche di Leopardi), Davide Martirani («Chiamare le cose coi nomi loro». Critica del linguaggio come critica sociale in Leopardi e Michelstaedter). Una sezione intitolata «Notizie dal CNSL» contiene: un testo di Lucio Felici (Per i 70 anni del CNSL. In memoria di Franco Foschi); i ricordi di Emilio Bigi e di Emilio Peruzzi scritti, rispettivamente, da Luigi Blasucci e Fiorenza Ceragioli; una parte finale che informa sulle origini, la storia, la struttura, le attività, le pubblicazioni, i progetti del Centro.
Il ponderoso volume degli Atti del XII Convegno internazionale è stato illustrato da Lucio Felici e da Chiara Gaiardoni. Esso contiene 42 contributi, tra relazioni e comunicazioni, più i testi di una “tavola rotonda” diretta da Luigi Blasucci. Il Convegno fu prevalentemente interdisciplinare, con la partecipazione di italianisti, filologi, linguisti, antropologi che hanno esaminato la «prospettiva antropologica» da diversi punti di vista e con i diversi metodi e strumenti peculiari delle singole discipline: da qui la necessità di una cura redazionale che, per quanto possibile, ha conferito organicità e uniformità al volume, anche con riscontri e accertamenti – condotti in assiduo dialogo con gli autori – delle citazioni e dei riferimenti bibliografici. Come sempre, è stata preziosa la collaborazione di Roberto Tanoni, per i contatti con la Casa editrice e per tutte le fasi preparatorie.
L’opera si chiude inusitatamente con un testo in versi. Il poeta pesarese Gianni D’Elia (noto anche come studioso di Pasolini) partecipò alla “tavola rotonda” e compose poi tre strofe (più esattamente “stasimi”, come egli le definisce) intitolate Al giovane Leopardi e ispirategli dal soggiorno recanatese. Per suo e nostro desiderio, sono state pubblicate negli Atti come testimonianza del dialogo sempre vivo tra i poeti a noi contemporanei e Leopardi.
D’Elia, presente alla conferenza stampa, ha letto i suoi versi con intonazione efficace e suadente, lontana dall’enfasi cui troppo spesso indulgono gli attori teatrali. Con l’intenzione di far cosa gradita agli amanti della poesia, riportiamo qui le tre strofe – rimaste inedite fino alla pubblicazione del volume degli Atti – , facendole precedere dallo stralcio di una lettera, indirizzata dall’autore a Felici, che spiega l’origine e il senso della composizione.




Pesaro, 14 novembre 2008
Caro Felici,

[...]
Mi permetto di mandarti alcuni versi, nati dall’incontro recanatese, che in parte ho già spedito alla Contessa (il primo stasimo). Nel secondo e nel terzo, pensati per l’amico studioso, condenso motivi insistenti del mio insegnamento, che vede nell’Infinito un invito a rifarne l’esperienza: occidentale, perché ce la racconta; orientale, perché sente il Tempo oltre la Storia; infine, ebbra, drogata dall’immaginazione, questo piacere di sparire, che lo accomuna a Baudelaire. E poi c’è il motivo poetico finale della parola incarnata all’esperienza della riva, assimilata al dire (e udire) il mare sotto le nuvole.
Si tratta del canto n. 202, rientrante in un progetto lontano (Fiori del mare 1982-2008), dalla sezione Flauto critico, seguendo il libero canzoniere privato, artistico e politico, che da Du Bellay arriva a Baudelaire, e oltre…
Vorrei inserire Al giovane Giacomo, sperando che tu me ne dia un giudizio positivo, essendone anche dedicatario. Posso solo aggiungere che i tre brani sono nati tra settembre e novembre, e mi hanno dato una certa felicità compositiva e sentimentale.
Con tutta la mia amicizia, un forte abbraccio, tuo

Gianni D’Elia


Al giovane Giacomo


Per la Contessa Anna Leopardi,
e a Lucio Felici
I

Vogliamo immaginare d’essere un po’
anche noi, ognuno di noi, quel giovane
del ventesimo secolo
, che già andò,
a cui volevi scrivere, da giovane.

Ora, sotto le stanze in cui vivevi
Canti e Zibaldone, c’è tutta Europa
in tanti professori e tanti allievi,
e si brinda ai tuoi versi e alla tua prosa.

E un tuo nipote, sorridendo, resta
sulla porta della cantina odorosa,
accoglie ogni straniero, e in tutti desta
la scossa della tua razza gloriosa.

Grandissima e minuta mano, ansiosa
per la grande alleanza intelligente,
che hai dato al mondo la nobile rosa
contro la gran demenza e il grande niente,

la tua ginestra esplosa, umile e amorosa.

II

Tu hai scritto l’infinito, come cosa
che ciascuno ripeta, in esperienza,
occidentale d’orientale scienza,
se detta e pensata, non silenziosa.

Lo spavento e il piacer di spazio e tempo,
il perdersi dell’io dentro al tutto,
l’endorfina che secerne il momento,
l’adrenalina del lontano frutto.

Da quel suono del vento, tra le piante,
riparte l’immensa comparazione
tra il gran silenzio dello spazio grande
e lo sgomento dell’immaginazione.


E nel mar del tempo dolce si muore,
si naufraga in giambo, s’ascende al Sole.
Tu hai fatto il grande film della ragione,
la più difficile posa del nome,

ragazzetto drogato di passione.




III

Ah, liberarsi, sì, sì, finalmente,
coronati di nuvole infinite
sulla riva del mare, lentamente,
dove per anni fu il viandare mite.

E le parole, da ogni ondata ardente,
da ogni passo, tra spume arse candite,
da ogni crespa della bassa languente,
rifare affiorare, tra essere e psiche.

Al viaggio delle nuvole infinite,
che posano le luci sulle tele
squadernate sugli occhi come dighe,
battenti al largo i lampi delle vele.

Al vero sacro, nato nelle righe,
al niente, che nell’essere qui sviene,
riudendo il mare nelle onde svanite
……………………………………

Ah, tutto scrivere, e infine vivere!
Ah, tutto dire, e infine morire e ire!





LA MANIFESTAZIONE NELL’AULA MAGNA DEL COMUNE
Quest’anno, per la prima volta, motivi di salute hanno impedito alla contessa Anna Leopardi di intervenire. Il Sindaco Francesco Fiordomo, in apertura del suo discorso, le ha indirizzato calorosi auguri di guarigione, con parole che sono state accolte dall’altrettanto caloroso applauso del pubblico. Sia il Sindaco sia l’Assessore Regionale Luca Marconi, in rappresentanza della Regione Marche, hanno insistito sull’importanza della valorizzazione della memoria di Giacomo Leopardi, e del patrimonio universale di pensiero e poesia da lui lasciato, nel contesto della realtà territoriale marchigiana, tanto più in questi tempi di crisi economica che penalizzano anche le istituzioni culturali.
Il Presidente Fabio Corvatta, dal canto suo, ha ricordato il contributo prezioso che la contessa Anna ha dato e continua a dare, con saggezza e costanza, alla vita del CNSL, di cui è Vicepresidente. Quindi ha illustrato l’attività che il CNSL sta svolgendo, con una relazione che riportiamo nei sui passaggi salienti, in quanto documento che interesserà a tutti coloro che collaborano col Centro o ne seguono le iniziative.

Pur nelle difficoltà generali che tutti conosciamo, il 2009-2010 è stato un periodo particolarmente positivo per il Centro. Anzitutto abbiamo consolidato la struttura societaria, fermando per il momento la compagine a 100 soci, rappresentanti del mondo civile, culturale ed economico non solo recanatese, ma soprattutto nazionale ed europeo.
Si è lavorato anche per contenere le spese. Per quanto riguarda quella corrente, esse sono state ridotte al minimo indispensabile, nonostante l’intensa attività che si è svolta soprattutto grazie al Comitato Scientifico, al quale va tutta la mia ammirazione: gratuitamente e generosamente, i componenti del Comitato, presieduto e coordinato da Lucio Felici, hanno portato avanti progetti per i quali il Centro ha visto riconosciuta la sua primaria posizione fra gli Istituti di Cultura. Li ringrazio ancora per la loro opera a garanzia del rigore scientifico che ha caratterizzato il loro impegno, divenuto esempio per altre istituzioni.
Tra il 2009 e il 2010 si è sviluppata soprattutto la strategia dei protocolli d’intesa con Università ed Istituti di Cultura italiani ed esteri, finalizzati a incrementare in Italia, in Europa e nel mondo la conoscenza del pensiero e dell’opera di Giacomo Leopardi. Ne sono testimonianza l’istituzione della Cattedra di Ermenutica leopardiana costituita presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, grazie ai buoni auspici del prof. Folin e di tutto il Comitato; una cattedra che si aggiunge alle altre cattedre leopardiane esistenti: quelle di Birmingham, di Buones Aires e di Macerata. Quest’ultima troverà nuovo vigore grazie all’interessamento della professoressa Laura Melosi (oggi presente alla nostra manifestazione) in vista di programmi e iniziative che presto verranno messi in atto.
Con la Biblioteca Nazionale di Napoli, per iniziativa di Fabiana Cacciapuoti, è stato presentato il progetto di una Biblioteca leopardiana digitale che è all’analisi del Ministero competente. E dalla stessa Cacciapuoti è stato elaborato un progetto europeo – in corso di realizzazione insieme a Università italiane e di altri Paesi d’Europa -, che avrà per primo argomento L’idea di natura in Leopardi e nel pensiero europeo del Settecento-Ottocento.
Con l’Università napoletana “Federico II” e l’Ente delle Ville vesuviane, che hanno la gestione di Villa delle Ginestre, è stato riavviato un programma di attività già iniziato con il contributo finanziario dato da Franco Foschi per il restauro della Villa, che ha portato alla sua riapertura. Il Premio “La Ginestra”, che nel 2009 è stato conferito a Lucio Felici, quest’anno, il 25 giugno, è stato assegnato alla professoressa Maria de las Nieves Muniz Muniz, e io ho avuto l’onore di consegnarlo alla studiosa, in rappresentanza di tutto il CNSL.
Nel campo delle relazioni nazionali sono tante le iniziative che hanno visto la collaborazione e il patrocinio del Centro. Ricorderò: le giornate leopardiane della Deutsche Leopardi-Gesellschaft, a Villa Vigoni sul Lago di Como (6-9 settembre 2007) e all’ Università di Zurigo (31 ottobre-1° novembre 2008); i Convegni dell’ADI-Associazione degli Italianisti-Sezione Didattica della Regione Marche (Recanati, 3 aprile 2008 e 6-7 novembre 2009); l’incontro dedicato dal Gabinetto Vieusseux a Franco Foschi su Giacomo Leopardi nelle lettere sue e altrui (Firenze, 11 febbraio 2009); il Convegno Paesaggio e poesia in Leopardi dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti (Ancona, 3 novembre 2009); il Convegno Leopardi e il ’500 all’Università di Siena (26-28 novembre 2009); la giornata di studi in memoria di Emilio Bigi all’Università Statale di Milano (25 febbraio 2010).
Nell’ambito di questi rapporti il maggiore risultato nasce con l’istituzione dei protocolli culturali d’intesa già stipulati o in via di definizione con le seguenti Università e associazioni: Sorbonne Nouvelle-Paris 3 (proff. Jean-Charles Vegliante e Denis Ferraris); Università di Aix-Marseille (prof. Perle Abbrugiati); Deutsche Leopardi-Gesellschaft di Berlino (prof. Sebastian Neumeister); Università di Zurigo (prof. Tatiana Crivelli); Università di Barcellona (prof. Marίa del las Nieves Muñiz Muñiz); Università di Birmingham-Leopardi Centre (proff. Michael Caesar e Franco D’Intino); Università di Bratislava, Slovacchia (prof. Dagmar Sabolová); Università di Pécs, Ungheria (prof. Luigi Tassoni); Università di Banja Liuka, Bosnia Erzegovina (prof. Danilo Capasso); Università “Federico II” di Napoli (prof. Matteo Palumbo); Università di Napoli “L’Orientale” (prof. Vincenzo Placella); Università di Siena (proff. Stefano Carrai e Paola Italia); Università di Bucarest (prof. Smaranda Bratu Elian). Saluto e ringrazio il professor Vegliante e la professoressa Bratu Elian, che oggi ci hanno voluto onorare con la loro presenza.
Grazie a un contatto del prof. Antonio Prete si sta verificando la fattibilità del progetto di traduzione in lingua portoghese dello Zibaldone, che sarà coordinato dallo stesso Prete, membro del Comitato Scientifico del CNSL, e da Andréia Guerini, docente associato di Letteratura italiana presso la Cattedra di Italiano dell’Universidade Federal de Santa Catarina-Florianópolis in Brasile. La traduzione sarà condotta da un gruppo di cinque studiosi e si gioverà di consulenti linguistici. Sono previsti circa cinque anni di lavoro, con l’idea di pubblicare, inizialmente, la traduzione in formato elettronico e forse anche in edizione bilingue, per renderla accessibile al maggior numero possibile di studiosi.
Con l’Università di Barcellona e col Governo spagnolo è stato condiviso il progetto Zibaldone Europeo elaborato dalla professoressa Muñiz Muñiz: una nuova traduzione in spagnolo dello Zibaldone, da immettere anche in rete, che si affiancherà a quella in lingua inglese, prossima alla conclusione, a cura del Leopardi Centre di Birmingham.
Dello Zibaldone è nel frattempo uscito, presso l’editore Zanichelli, il cd-rom con la prima edizione critica informatizzata, a cura di Fiorenza Ceragioli e Monica Ballerini: un’opera di alta filologia, applicata alle nuove tecniche di riproduzione e interrogazione dei testi, che ha richiesto molti anni di lavoro e che Foschi sostenne fin dall’inizio con lungimiranza.
Aggiungo una notizia di questi giorni: nell’ambito delle celebrazioni di Matteo Ricci, è stato accolto con entusiasmo, dalle autorità della Cina, il progetto – da me suggerito a nome del CNSL – di una traduzione dello Zibaldone e di una nuova traduzione dei Canti in lingua cinese. Il progetto è stato esposto, in collaborazione col CNSL, dalla Regione Marche e dalla Provincia di Macerata.
Nel settore delle pubblicazioni, la nostra collana «Testi e Studi Leopardiani», diretta da D’Intino, Felici e Folin per l’editore Marsilio, è giunta al quindicesimo titolo ed è ormai considerata uno strumento imprescindibile per i leopardisti, alternando voci nuove della critica a quelle di maestri illustri. Altre pubblicazioni per il 2010 sono in cantiere.
Ma ho qui anche il piacere di annunciare in anteprima la novità del 2010: la «RISL-Rivista internazionale di studi leopardiani», fondata e diretta da Emilio Speciale, Presidente della Società “Dante Alighieri” di Zurigo, da quest’anno diviene la rivista annuale del CNSL, sotto la direzione dello stesso Speciale e con un Comitato scientifico che include tutti i membri del nostro Comitato leopardiano. Il primo fascicolo della nuova serie è stato presentato – insieme agli Atti del XII Convegno internazionale curati da Chiara Gaiardoni e appena pubblicati dall’editore Olschki di Firenze – nella conferenza stampa svoltasi questa mattina nella Sala “Franco Foschi” del CNSL.
Sono allo studio un ampliamento e una ristrutturazione del Museo con una Mostra permanente nella nostra sede; e nella Sala “Franco Foschi” è stata ospitata, dal luglio al settembre 2009, una mostra dell’opera pittorica del portorecanatese Biagio Biagetti, che diresse il Centro dal 1945 al 1948 e fu Direttore di Musei Vaticani. Successivamente la Sala è stata valorizzata con gli “Incontri di Poesia e Musica” a cura di Marco Poeta; e altre manifestazioni sono previste in collaborazione con la Scuola Superiore dell’Università di Macerata, che, come ho detto, ha il suo riferimento nella professoressa Laura Melosi. Nel prossimo autunno dedicheremo due giornate di studio alla memoria e all’opera di due grandi amici leopardisti scomparsi: Emilio Bigi e Emilio Peruzzi.
Un mese fa abbiamo scritto al Ministro Bondi e al sottosegretario della Presidenza del Consiglio Gianni Letta per esprimere la nostra preoccupazione a seguito dei tagli finanziari a cui il Centro era stato sottoposto. Ci è stata data l’assicurazione che il contributo del Ministero, seppur modesto, verrà mantenuto. Se così sarà, la conferma del contributo, al di là dell’aspetto economico, costituirà un confortevole riconoscimento per il nostro lavoro.
Al Comune di Pisa abbiamo portato le nostre istanze per una intitolazione di un lungarno a Giacomo Leopardi, che avverrà a breve. Abbiamo dato già notizia che a Pisa siamo diventati proprietari di un appartamento vicino a quello dove soggiornò Leopardi, grazie a un lascito di Giuseppina Antoni, tramite i buoni auspici della professoressa Ceragioli. Se il Centro potrà continuare la sua attività futura, lo dovrà sicuramente anche alla sensibilità di questa studiosa e gentildonna pisana.

Fuori programma, Corvatta ha poi consegnato un attestato di benemerenza all’Ambasciatore della Federazione Russa a Bucarest, Alexander Ciurilin, in visita a Recanati. La pergamena consegnatagli motiva l’attestato «per il Suoi alti meriti nella promozione delle Culture mondiali nel campo delle lettere e delle arti a fini filantropici e umanitari, nella speranza che il Suo impegno contribuisca a rafforzare ulteriormente i legami che il Centro leopardiano coltiva da sempre, per vocazione istituzionale, con le Culture di ogni Paese del Mondo, nel nome di Giacomo Leopardi, Poeta e Pensatore che non conosce confini né geografici né politici». L’Ambasciatore ha ringraziato con un lungo intervento sul valore centrale della cultura nelle relazioni internazionali, soffermandosi in particolare sul patrimonio culturale russo come parte inseparabile e fondamentale della cultura europea. L’Ambasciatore ha parlato in inglese, ma la signora che fungeva da interprete, a causa della temperatura dell’Aula affollatissima, è stata colta da un malore fortunatamente di breve durata: a sostituirla si è prestato gentilmente Emilio Speciale.
Ha preso poi la parola il conte Vanni Leopardi, portando il saluto della mamma e assicurando la disponibilità della famiglia a continuare la collaborazione con il Centro Studi e con le istituzioni locali, favorendo anche le ricerche degli studiosi del grande avo.
A questo punto Sergio Givone, titolare della cattedra di Estetica e Prorettore dell’Università di Firenze, ha tenuto la sua conferenza dal titolo La necessità più trista di tutte, espressione tolta da una lettera che Giacomo scrisse al padre il 30 ottobre 1836, dalla Villa Ferrigni presso Torre del Greco, dove era stato ospitato dai parenti di Antonio Ranieri, per metterlo al riparo dal colera che infestava Napoli. Prendendo le mosse da questa lettera e dall’accenno al colera, Givone ha ravvisato il nucleo del pensiero leopardiano a proposito del vincolo che impegna tutti gli uomini alla condivisione di un destino comune. Leopardi – ha spiegato lo studioso – non svolge una vera e propria “metafisica della peste”, come per certi versi si potrebbe anche sostenere, poiché la peste non è se non una calamità naturale, tuttavia questa sciagura assurge a simbolo d’una colpa originaria che è propria della natura ma ricade sull’uomo, benché innocente. Sulla scorta di una disanima puntuale di alcuni passi dello Zibaldone, oltre che delle Operette morali e dei Canti, secondo Givone è possibile mettere a fuoco la questione considerando il perso che ha sull’opera leopardiana non solo il retaggio greco ma anche quello cristiano. Il testo integrale della conferenza sarà pubblicato nel prossimo numero della «RISL». A Givone il Presidente Corvatta ha consegnato il “Premio Leopardi” destinato ogni anno a personalità della cultura. La motivazione impressa sulla pergamena è stata scritta e letta pubblicamente da Alberto Folin: «Il Centro Nazionale di Studi Leopardiani conferisce il Premio “Giacomo Leopardi al filosofo e scrittore SERGIO GIVONE. Avendo concepito la filosofia come discorso che trova i contenuti fuori di sé, nell’arte, nel mito, nella poesia, Egli ha avviato un’indagine fondamentale sul cosiddetto “nichilismo” di Leopardi, mostrando in modo mirabile quale potente “luce” si sprigioni dal “solido nulla” del pensiero e del canto leopardiani».
Altro momento centrale della giornata è stato il Premio “Giacomo Leopardi” che, ogni due anni, una Commissione formata dai membri del Comitato scientifico, integrata da un docente dell’Università di Macerata (quest’anno Laura Melosi) e, per i “premi speciali”, dai rappresentanti della Fondazione “Marino Piazzolla” e del Comune di San Severo. Il CNSL ha erogato complessivamente 5.250 euro, per due premi di tesi di dottorato (primo premio di 2000 euro, secondo premio di 1000 euro) e due di tesi di laurea specialistica (primo premio di 1500 euro, secondo premio di 750 euro). I due “premi speciali”, ciascuno di 800 euro, sono stati erogati dai rispettivi enti patrocinatori, con una destinazione che poteva essere, indifferentemente, per dottorati o lauree specialistiche (la Commissione ha scelto due tesi di dottorato).
Questi i vincitori: Valerio Camarotto, primo premio CNSL per tesi di dottorato; Paola Cori, secondo premio CNSL per tesi di dottorato; Silvia Ricca, primo premio CNSL per tesi di laurea specialistica; Maria Pia Nugnes, secondo premio CNSL per tesi di laurea specialistica; Christof Bintoudis, premio speciale “Marino Piazzolla” per tesi di dottorato; Giorgia Proietti Pannunzi, premio speciale “Domenico Cardella-Città di San Severo” per tesi di dottorato.
Lucio Felici ha dato lettura delle motivazioni dei premi, consegnandoli via via ai vincitori, ad eccezione del Premio “Cardella” che è stato consegnato dal Sindaco di San Severo Gianfranco Savino. Per decisione della Commissione esaminatrice, si è evitato di formulare le motivazioni in modo generico e si è scelto invece di suggerire miglioramenti e approfondimenti per alcuni dei lavori premiati. Ciò ha destato perplessità in alcune persone del pubblico in Aula, forse per troppo attaccamento alle convenzioni retoriche di consimili cerimonie. Questo Premio istituito dal CNSL non ha nulla a che vedere con i premi mondani e “di vetrina”: è un concorso che ha lo scopo di far conoscere lavori meritevoli, incoraggiando anche i giovani autori a proseguire e perfezionare le loro ricerche. Ed è un particolare non trascurabile che, in tempi così problematici, il CNSL sia riuscito a mantenere la stessa entità delle somme erogate due anni fa.
A chiudere gli interventi è stato l’Assessore alle Culture Andrea Marinelli, che ha consegnato un riconoscimento del Comune di Recati a Cesare Trevigne, per una tesi di laurea giudicata dalla Commissione del Premio “un contributo originale alla conoscenza della famiglia Leopardi e della società recanatese negli anni della fanciullezza e dell’adolescenza del poeta”; poi lo stesso Marinelli ha offerto alcuni omaggi del Comune all’Ambasciatore russo e al prof. Givone.


IL CONCERTO DI MUSICA E POESIA
La giornata celebrativa si è conclusa nel Giardino del Colle dell’Infinito, con un concerto di musica e poesia intitolato Chopin e Leopardi. Il poeta del pianoforte, il Poeta dei poeti. Omaggio a Fryderyk Chopin nel bicentenario della nascita.
L’attore Sergio Carlacchiani ha alternato letture di testi di Leopardi e di lettere di Chopin, insieme a testimonianze di George Sand e di altri amici del musicista; entusiasmanti l’accompagnamento e i ricchi intermezzi pianistici di Lorenzo Di Bella, che ha magistralmente interpretato celebri composizioni chopiniane (valzer, ballate, mazurche, studi, polacche). Sul grande schermo sfilavano immagini di autografi, documenti e, soprattutto, quadri di Delacroix, che di Chopin fu grande amico. Uno spettacolo di altissimo livello, con una perfetta triangolazione poesia-musica-arte. Elegante la presentazione di Tiziana Bonifazi, socia del CNSL.

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