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Data e ora di inserimento: (10-07-2010, 10:30:36)

Clicca per visualizzare le immagini associateFLORIANA DI RUZZA, ONOMASTICA LEOPARDIANA
Studio sui nomi propri nei Canti, nelle Operette morali e nei Paralipomeni
“Sapienza” Università di Roma – Dipartimento di Studi Europei e Intercultura – Edizioni Nuova Cultura, Roma 2010


Nella lingua leopardiana i nomi propri si configurano come segni ipersemantici, contenitori aperti e, al medesimo tempo, catalizzatori verbali di movimenti memoriali e immaginativi; in quanto tali, si rivelano varchi d’accesso alle dinamiche profonde del testo. Con le analisi qui condotte a partire dallo studio sui nomi propri nei Canti, nelle Operette morali e nei Paralipomeni, Floriana Di Ruzza getta una luce nuova su tematiche e strutture portanti del pensiero leopardiano (quali la memoria, l’immaginazione, la noia e la materia, il vuoto, il mito, l’antico e il moderno).

Floriana Di Ruzza ha conseguito il dottorato di ricerca in Filologia, Linguistica e Letteratura presso l’Università La Sapienza di Roma e in Italian Studies presso l’Università di Birmingham (UK). Si è occupata prevalentemente di Giacomo Leopardi, di intertestualità, di letteratura italiana del Novecento e di mediologia. Attualmente svolge attività di ricerca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari.

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