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Data e ora di inserimento: (21-08-2007, 09:45:43)

Articolo apparso su 'Il Mattino' di Napoli il giorno 19 agosto


Leopardi e l’eredità di Foschi - ricordo dello studioso di Lucio Felici
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Si svolgeranno oggi alle 10 a Recanati i funerali di Franco Foschi, presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani ed ex ministro, morto l’altro giorno all’ospedale Torrette di Ancona all’età di 76 anni. Alla famiglia sono giunti telegrammi di cordoglio dal presidente della Repubblica, dal presidente del Consiglio e dai presidenti del Senato e della Camera.



di Lucio Felici*

Non c’è studioso di Leopardi che non abbia conosciuto Franco Foschi. Ma la sua è stata una personalità poliedrica, che ha lasciato impronte in diversi campi, il cui tratto di congiunzione e sintesi è da ravvisare in una prospettiva sempre tesa a finalità umanitarie e sorretta da una genuina fede cristiana. Stimato neuropsichiatra, ha promosso iniziative a favore di anziani e disabili, e si è occupato costantemente delle condizioni dei lavoratori, insegnando da ultimo Medicina del lavoro nell’Università di Urbino. Lunga e intensa la sua carriera politica: sindaco di Recanati dal 1960 al 1970, parlamentare per sette legislature, sottosegretario al Lavoro, alla Sanità e agli Esteri, ministro del Lavoro nei governi Cossiga e Forlani. Anche nel ricoprire queste cariche, il suo impegno principale è stato di carattere sociale, in quanto ha messo la sua scienza al servizio della salute dei cittadini e ha profuso energie per alleviare le sofferenze, o risolvere le situazioni spesso drammatiche, degli emigrati.
Ma, umanista di solide basi, Foschi coltivò due grandi passioni, Recanati e Leopardi, che inevitabilmente andarono a fondersi. Nominato nel 1987 direttore del Centro nazionale di studi leopardiani (del quale divenne poi presidente), nell’arco di venti anni ha impresso a questa istituzione un prestigio e una vitalità senza precedenti. Uno dei suoi grandi meriti è stato quello di sottrarla a ipoteche accademiche o politiche e, quindi, di farne un luogo di cultura aperto a studiosi di qualsiasi formazione e provenienza, con una particolare attenzione ai giovani, per i quali Foschi ha istituito borse di studio e premi per tesi di laurea e dottorato. Ciò ha consentito di proiettare il Centro sulla scena internazionale, ossia di intrecciare collaborazioni con università e studiosi di ogni paese, di creare a Recanati seminari per studenti stranieri, di promuovere capillarmente la conoscenza dell'opera di Leopardi in culture che fino allora lo avevano ignorato o quasi: basti pensare che è diventato di casa a Recanati un poeta e critico come Yves Bonnefoy e che le opere di Leopardi sono state ormai tradotte in tutte le lingue colte, persino in cinese. Tale strategia di diffusione è stata resa possibile dalla legge speciale di finanziamento del progetto «Leopardi nel mondo», fatta approvare da Foschi nel 1992, quando presiedeva la Commissione Cultura della Camera. Quel finanziamento - ora, ahimè, estinto - permise l’esplosione di decine e decine di convegni in ogni parte del mondo durante le celebrazioni del bicentenario della nascita del poeta, dando origine a pubblicazioni di alto valore scientifico. Inoltre, sempre in quell’occasione, furono istituite le prime tre Cattedre leopardiane (a Macerata, a Birmingham e a Buenos Aires) e venne fondato a Recanati il Centro mondiale della poesia e della cultura, di cui è stato presidente onorario, fino alla morte Mario Luzi.
Nel corso della lunga malattia, Foschi è rimasto vigile sulle sue creature e, con lungimiranza, ha voluto affiancare al Consiglio di amministrazione del Centro un Comitato scientifico che assicurasse continuità al suo operato: un’eredità preziosa, che potrà essere salvata solo se troverà la fiducia e il sostegno delle istituzioni e della comunità culturale del paese.

* Coordinatore del Comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani

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