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Data e ora di inserimento: (12-10-2001, 10:22:20)

Clicca per visualizzare le immagini associateIn riferimento al grande interesse degli utenti del Forum Leopardi sulla pubblicazione di due inediti leopardiani la redazione di Leopardi.it informa che i 'puerili' sono apparsi su RESINE-quaderni liguri di cultura- rivista trimestrale fondata da Adriano Guerrieri -Marco Sabatelli Editore- Anno XXII n° 84 (aprile/giugno 2000).
Per soddisfare le aspettative degli internauti pubblichiamo una piccola parte del saggio del Prof. Amoretti e l'introduzione del nostro direttore on.Prof. Foschi in occasione della presentazione della rivista a Recanati.

Oltre il bicentenario

Qualcuno pensava forse che dopo il bicentenario di Giacomo Leopardi, il fervore di studi e di ricerche fiorito nel mondo in questi anni avesse termine.
Il numero che «Resine» dedica al Poeta in occasione del primo anniversario del nuovo secolo, è una delle testimonianze più chiare della vitalità dello scrittore recanatese e del suo pensiero.
Sono grato a Silvio Riolfo, a tutti i suoi collaboratori e agli illustri studiosi che hanno fatto di questo quaderno un prezioso documento di originale anlisi della presenza leopardiana nella poesia e nella prosa del Novecento. Ma ancor più rilevante è che queste testimonianze, che aprono una stagione di collaborazione con il Centro Nazionale Studi Leopardiani e il nostro Centro Mondiale della Poesia e della Cultura nato sul Colle dell 'Infinito, prendono spunto dalla realtà ligure e, in realtà, esplorano le influenze leopardiane poco note in quattro grandi come Boine, Sbarbaro, Montale e Calvino. In più, attraverso le analisi di Giovanni Amoretti e le belle pagine di Gina Lagorio si arricchisce la storia della coscienza poetica moderna non solo a livello nazionale, ma anche nella dimensione europea. Infine la scoperta di due brevi componimenti poetici scritti nell'infanzia da Giacomo Leopardi, i versi di Elena Dono e di Vìvian Lamarque dimostrano come l'esplorazione nel mondo leopardiano sia ancora ricca
di possibili novità.
Questo quaderno viene presentato a Recanati il 29 giugno del 2000, alla presenza di Mario Luzi e di Yves Bonnefoy. Un anno fa, dopo le parole che questi due grandi poeti pronunciarono alla Sorbona, incontrai Bonnefoy a Struga, dove, nel «bosco dei poeti», in mezzo agli alberi dedicati ai grandi del mondo, è stato collocato un solo monumento: quello di Leopardi.
Yves Bonnefoy a Parigi aveva dichiarato che Leopardi aveva intuito cinquant 'anni prima di Baudelaire e di Mallarmé il signficato della poesia moderna. Fu premiato a Struga, ma sul suo libro scrisse una dedica al Centro Nazionale Studi Leopardiani, promettendo di venire a Recanati «perché tutto quello che noi diciamo oggi della poesia, deriva in realtà dall'autore del "Pastore errante"».

Franco Foschi
Presidente della Giunta Nazionale Leopardiana
GIACOMO LEOPARDI





Due inediti "puerili"
Presentazione di Giovanni G. Amoretti


E' primo editore di Leopardi, Antonio Fortunato Stella, che pubblicò l'infinito e le Operette morali, era veneziano; vicentino l'aristocratico e colto Leonardo Trissino, dedicatario della canzone Ad Angelo Mai; ancora veneziano il «caro Antoniuccio», Antonio Papadopoli, per anni confidente e consigliere del poeta, generoso di soccorsi anche materiali. Largo è il debito di Giacomo Leopardi verso la società veneta, la sua cultura e la sua editoria, come ha documentato la Mostra organizzata dalla Biblioteca universitaria di Padova nel 1998 (Catalogo, a cura di G. Ronconi, Padova 1998). Non sorprende pertanto che questa regione sia tuttora feconda di memorie, documenti e autografi del poeta. Appunto da Venezia è pervenuta alla redazione di «Resine» la copia fotografica di due carte autografe, che recano poesie inedite di Giacomo Leopardi. La nostra rivista non dispone di ulteriori notizie sulla fonte di questi manoscritti e sulla titolarità del fondo privato di appartenenza. E' plausibile suppone, sulla base
di alcune corrispondenze testuali e cronologiche, che i fogli, in origine, facessero parte della piccola collezione del sacerdote vicentino Giovanni Battista Dalla Vecchia, che svolse intorno al 1880 finzioni di istitutore e custode della Biblioteca di Palazzo Leopardi in Recanati, a servizio della Contessa Teresa Teja, cognata del poeta, raccolta conservata oggi, per la parte maggiore, nella Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia (Catalogo cit., pp. 192 e 204).

La prima delle due composizioni, costituita da 18 versi martelliani, è dedicata alla nonna, contessa Virginia Mosca Leopardi, e porta la data del 25 giugno 1810, di poco precedente il dodicesimo compleanno dell'autore (29 giugno). La seconda, formata da 40 versi polimetri e articolata in strofe di diseguale struttura secondo il modello ditirambico bernesco, è indirizzata a don Sebastiano Sanchini, istitutore di Giacomo e del fratello Carlo tra il 1807 e il 1812; è firmata dall'autore, mentre la data (1810) è aggiunta da altra mano (il distico che finge da clausola ridichiara anche il luogo e il mese di composizione: «Recanati è il mio paese, / e d'Ottobre siam nel mese»). Sulla autenticità delle due poesie non possono sussistere dubbi. La grafia rispecchia quella delle numerose composizioni coeve classificate, per convenzione editoriale, come «puerili». La dimensione delle carte, piegate e vergate sul recto e sul verso, corrisponde a un formato (mm. 265x188) usato da Leopardi in quello stesso periodo.
Del resto la conferma dell'autenticità viene dagli indici delle Opere composte da Giacomo Leopardi compilati da lui stesso…

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