Il problema delle fonti in Leopardi è stato più volte affrontato anche su questo Forum. Personalmente non amo molto questi "esami anatomo-patologici" (l'idea deriva da questo, il verso dall'altro ecc...) che spesso vengono fatti sul pensiero e le liriche di Giacomo del quale cito questo pensiero dello Zibaldone:
"A ogni modo mi sono avveduto che la lettura de' libri non ha veramente prodotto in me né affetti o sentimenti che non avessi, né anche verun effetto di questi, che senza esse letture non avesse dovuto nascer da se: ma pure gli ha accelerati, e fatti sviluppare più mpresto, in somma sapendo io dove quel tale affetto moto sentimento ch'io provava, doveva andare a finire, quantunque lasciassi intieramente fare alla natura, nondimeno trovando la strada come aperta, correvo per quella più speditamente".
Non aggiungo ma invito a meditare... Quanto al definire "poeta minore" Giacomo: rispetto il tuo parere ovviamente ma non lo condivido (ma questo era inutile scriverlo).
Mi congratulo per la tua ricerca e il tuo sforzo di analisi. Credo però che con il tempo tornerai sulle tue conclusioni. Per "entrare" in Leopardi serve una maturità di pensiero (ma anche di età...) che si conquista dopo un lungo cammino e uno scavo interiore...
Ti faccio i miei migliori auguri per i tuoi studi e apprezzo che tu abbia conservato questo tuo pseudonimo nonostante le mutate idee... |